( 23/09/2007; 11:58 )

Sembra impossibile come in una manciata di giorni il rapporto di una vita possa precipitosamente cambiare. Avrei dovuto aspettarmi qualcosa del genere forse? Cresciamo e cambiamo, giorno dopo giorno, in realtà sempre più distanti. C'è la difficoltà di mantenere vivi i contatti, di capire la necessità dei propri spazi, la stanchezza, e tutte quelle piccole cose che non erano mai stati ostacoli ma che ora lo sembrano. Ci sono altre persone, con cui confrontarsi tutti i giorni. E che magari ci sembrano sorprendentemente cambiate, più simili a noi, che non siamo più così uguali.
E' il normale corso delle cose, il cambiamento, impossibile ostacolarlo. A costo di starci male, di passare serate con il magone a chiedersi chi sbaglia e chi no. Che poi alla fine l'errore è relativo, e ammettere il torto difficile.
Giorno dopo giorno il piccolo mondo che in sedici anni era cresciuto con me in posizione pressochè centrale sembra vada sfasciandosi. L'equilibrio è così precario che mi chiedo come possa tutto continuare nonostante l'evidenza dei fatti.

Mi sembra quasi di essere un grosso elastico che rimbalza di qua e di là senza riuscire a fermarsi. Sono contraddittoria, lo sono sempre stata, e in questa situaziuone ciò non mi è di certo d'aiuto: arrivo a pensare una cosa e successivamente l'esatto contrario. Forse non riesco a guardare i fatti con lucidità, mi lascio guidare da un'emotività che non pensavo di avere. Quando sono coinvolti sentimenti così profondi, la freddezza che ho solitamente viene inghiottita dal nulla, l'obiettività sparisce. Ci sono solo io, che non riesco a capacitarmi di come le cose si stiano evolvendo, che non capisco il comportamento altrui. Mi vedo sbattere in faccia realtà che preferirei tagliarmi un dito piuttosto che vedere, e non reagisco. Me ne sto li, impalata, a sperare che tutto torni miracolosamente com'era un anno fa o due, quando c'eravamo io e lei e tutto il resto era quasi superfluo e il distacco era qualcosa di così insopportabile da rendere necessaria ogni forma di contatto per stare comunque vicine.
Sono solo io a notarlo? E si che mi sembra veramente impossibile, perchè un conto è cercare di negare l'evidenza, ed un'altro è non rendersene proprio conto. A meno che quest'evidenza nuova sia quello che si vuole.

Sono sempre stata una persona spontanea, un po' perfida a volte, ma bene o male solare ed aperta. Non ho mai avuto bisongo di compromessi nei rapporti con gli altri, ho sempre agito in base a ciò che ritenevo giusto. Questo perchè sentivo di essere bella così com'ero. Adesso non lo è più. Ho sempre paura che una mia azione possa infastidire o ferire, senza che io riesca a rendermene conto, proprio chi in passato mi aveva sempre dimostrato che ero in un certo senso perfetta così com'ero. Allora inizio ad essere acida e arrogante con chi non c'entra niente, con chi mi sta vicino disinteressatamente e, magari, per darmi una mano. Odio mostrarmi debole, preferisco essere ritenuta insopportabile. Ma a volte scoppio.

Lo sfogo serve, ma fino ad un certo punto. E' una sorta di circolo vizioso: scoppio, mi sfogo, ricomincio ad accumulare, scoppio.. e così via. Il malcapitato è sempre costretto a sopportarmi per un'ora buona e a prendersi un bel po' di parole, povero.

E tutto questo perchè? E, soprattutto, è una cosa a senso unico?
La soluzione migliore sembrerebbe parlarne. Ma parlare di cosa? Come affrontare un discorso come questo che non ha nè capo nè coda? Quando, soprattutto, non c'è la certezza che la necessità di esternare tutto sia da entrambe le parti?

Sono stata assente per un bel po'. Ho concluso le vacanze magnificamente: dopo Dublino, una settimana alle Tremiti e quattro giorni magnifici a Perugia, in cui tutto sembrava aver raggiunto quella perfezione utopica che mi sembra esistesse tempo fa.

Poi l'inizio della scuola, della ginnastica, nuovi impegni e nuove sfide, in un certo senso.
E, in coincidenza con l'inizio della 3^, ossia il 7 settembre, due anni con la mia splendida schifezza, che quest'anno ha dato veramente il meglio di sè, dandomi prova di un romanticismo inaspettato e di una pazienza ancora più impensata. E che continua a sopportarmi nonostante i miei attacchi isterici che si riversano puntualmente su di lui e sulla sua povera faccina (perchè si, sono una folle tiratrice di sberle. Il mio essere incline alla violenza ogni tanto prende il sopravvento sulle mie buone intenzioni!).
Ebbene, il signorino ha costruito una specie di arco in in legno a cui appeso c'era il mio regalo (cioè un'i-pod!), e che io nella confusione mattutina ho scambiato per un'altalena, mi ha mandato le rose a scuola, dov'è venuto a prendermi. Al chè la sera ci siamo presi una pizza e ce la siamo mangiati a casa mia, dove abbiamo passato il resto della serata spaparanzati sul divano sotto una coperta di pile, dato che lui aveva mal di stomaco e io mal di testa. E' stata una giornata veramente bella, nella sua semplicità. Io non voglio chissà che, mi accontento di piccole cose, e stare da soli a sparare cazzate sotto una copertina calda per me è la cosa più bella del mondo.

Sta di fatto che se non ci fosse Yuri io adesso come adesso non so come sarei messa. E' l'unica costante che ho. Non è solo il mio ragazzo, lui è anche un amico. Abbiamo un rapporto splendido, aperto e libero, com'è giusto che sia. Ci sono gli spazi per noi e gli altri e gli spazi, anche se pochi, per noi insieme. Sembra una banalità, però vedendo quello che mi succede intorno è una cosa più unica che rara. Credo di far bene a ritenermi fortunata!

 Per il resto, che altro dire?
si..mi sono innamorata follemente del mio prof di storia dell'arte, che è estremamente attraente, colto, simpatico, e così via. Durante le sue lezioni colano fiumiciattoli di bava. Inoltre siamo una classe di pervertite, e questo risulta alquanto imbarazzante per il poveretto, talvolta... Ah, la vie...

E poi, come non menzionare la splendidamente splendida Anna Bessonova che finalmente si è aggiudicata un meritatissimo oro mondiale! Era ora, eh? Questo è lo splendido Esercizio al cerchio che le ha permesso di aggiudicarsi l'oro.
E non dimentichiamoci che questa ragazza ha spopolato anche in Italia, anche se nessuno lo sa, èperchè gli sport più belli sono sempre i meno conosciuti, con la Virtus, squadra che si è aggiudiacata la vittoria in serie A1.

Impossibile non menzionare anche la nostra splendida Nazionale, che si è aggiudicata un argento, quando in realtà avrebbe dovuto essere stata sul gradino più alto del podio. Se solo i giudici fossero più corretti ed imparziali... Se solo ogni tanto smettessero di far vedere solo calcio, macchine e moto...

Beh, penso di essermi dilungata anche troppo. Au revoire, non dico a presto perchè non so quando avrò voglia di scrivere ancora..

chiara


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« This is fact not fiction, for the first time in years. »
Mi avevano detto che tanti temevano Quelle del
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uscire nella Loro notte.Me l'avevano detto. Non ci ho creduto

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Chiara, 17 anni, nata il 31 gennaio. Apprendista filosofa, abile creatrice di caos, tenta il suicidio in una palestra tre volte a settimana e tenta di studiare lingue straniere. Ciononostante, non le sa parlare.

Instabile ma zuccona, apparentemente abbastanza semplice ma complessa come ogni benedetto essere umano, un po' isterica ma munita di una buona dose di meticolosa pazienza, alta ma leggermente ingobbita, sufficientemente intelligente ma rincretinita dalla routine, pacifista convinta ma tendenzialmente incline alla violenza, Chiara/Leanan Sidhe ha un carattere che potresti tranquillamente odiare e che ti potrebbe portare a desiderare di prenderla a calci nel suo abbastanza grazioso deretano.

Leanan Sidhe (Pronuncia Lan Awn Shee) è una fata, musa dei poeti e allo stesso tempo vampiro. Chi viene ispirato da lei ha una vita gloriosa ma breve. Io, insomma...



Lui invece è Rinchio, mio personale bodyguard, nonchè compagno di letto. Le sue ambizioni sono molto simili alle mie, e dettate dall'appartenenza alla specie Ornitorinco.

 

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