Non, non invidio più le tette altrui.
( 27/04/2007; 22:57 )

Sottotitolo: che la Chiara stia improvvisamente acquistando il tanto agoniato intelletto?

Prendendo in considerazione le piccole cose che succedono ogni giorno, accumulo piccoli pezzetti di  giganteschi puzzle mentale, che, prima o poi, e di colpo, riesco a comporre. Stasera è successo.

Parlo spesso di intelligenza, cultura e bla bla bla. Ma alla fine mi rendo conto di saperne poco, ma proprio poco.
L'ultimo traguardo a cui sono arrivata è la definizione della parola "intelligenza". Cos'è, sta benedetta cosa che tutti vorrebbero ma che, disgraziatamente, pare manchi ai più?
Così, fornita di quella cosa misteriosa chiamata Firefox, ho scritto nella simpatica casellina collegata al dizionario online quest'oscuro parolone.

Cito:
1a
facoltà della mente umana di intendere, pensare, giudicare, comunicare fatti e conoscenze, di formulare giudizi ed elaborare soluzioni in risposta agli stimoli esterni, di adattarsi all’ambiente o di modificarlo in base alle proprie necessità: uomo di i. pronta, di poca, di grande, di mediocre i., stimolare, coltivare l’i.
1b di animali, facoltà mentale che permette l’acquisizione di capacità, l’adattamento e la risposta a stimoli esterni e la comunicazione con i propri simili o con l’uomo
2a estens., capacità di apprendere, capire, giudicare con particolare facilità, prontezza, acutezza: dare prova di i., vantarsi della propria i.
2b accortezza, astuzia: avere l’i. di andarsene al momento giusto | arguzia, prontezza di spirito: rispondere con i. a una domanda
3 perizia, competenza con cui si fa qcs.: eseguire un incarico con i., studiare, scrivere con i.
4 l’uomo in quanto essere intelligente: teorie comprensibili a tutte le intelligenze | persona dotata di notevoli capacità intellettuali: essere una delle migliori intelligenze del proprio tempo

E così, mi ritrovo davanti a svariati sinonimi e molteplici definizioni. Ma quello che cercavo veramente, non l'ho proprio trovato.
Si, adesso arrivo al dunque.
Oggi (e, direte, hai scoperto l'acqua calda!) sono arrivata ad una conclusione, che si è radicata a fondo nelle ampie stanze vuote del mio cervello. Secondo me intelligente è la persona che sa ridere di sè. La persona che i propri difetti non li esalta criticandoli, ma scherzandoci su.
Sarà, ma, esempio stupido, anche piuttosto attinente alla realtà, se un ragazzo con un brutto naso fa battutine sul suo difettuccio, pian piano chi gli sta attorno lo vede più che altro come una particolarità. O, per lo meno, così capita a me. Quando qualcun'altro, invece, si piange addosso per quel rotolo di ciccia che crede di avere (o che magari ha), ecco che tutti puntano QUEL rotolo.
Si, è un esempio estremamente stupido. Ma mi pare renda bene.
La persona intelligente è quindi quella che sa autocriticarsi solo scherzando?? No, va ben tutto, ma non mi limito a questo. La persona intelligente si autocritica anche seriamente, e accetta le critiche altrui.
Ok, è un'utopia, forse...Quante sono le persone che sanno comportarsi così?? Credo un millesimo scarso della popolazione italiana (le proporzioni più grandi non le so fare). E io li invidio, cazzo, se li invidio.
Inoltre il mio discorso non ha quello che si definisce solitamente "filo logico". Ma stasera va così, sono in vena di filosofeggiare.
Anzi, adesso ho un nuovo proposito. Da ora in poi non cadrò più in pseudo depressione vedendo ragazze che riempiono del tutto una seconda. Esaltiamo la positività. Sono..uhm..comoda nel fare sport. E, se mi trovaste in rigor mortis, potreste utilizarmi come tavola da surf...(o da snowboard, se le condizioni sono più idonee).

Alla prossima, con le emozionanti avventure de "La psicologia contorta della Chiara e le conseguenti, grasse, imponenti seghe mentali"

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( 24/04/2007; 11:56 )

La giornata di ieri merita di essere raccontata: essendo beatamente a casa a cazzeggiare 24 ore su 24, sono saltata su uno splendido trenino e sono scesa dritta dritta in quel di Verona.
Bisogna anticipare un paio di cosette: a Verona studia la mia migliore amica, che ci resta, fra parentesi, tutta la settimana; ieri, inoltre, arrivava la ragazza spagnola dello scambio che lei ha fatto. Insomma, era una giornata ricca di avvenimenti straordinari (!), e lei ha ben pensato di sfoggiare me come accompagnatrice, facendoci una degna figura di merda!
Arrivo a Verona, e la Fre è ovviamente in ritardo, così mi imbuco in un Colors and Beauty a provare tutti gli occhiali da sole che c'erano, scatenando su di me gli sguardi perplessi della povera commessa. Una volta arrivata, partiamo a piedi, sotto un sole estivo (ma non estivo in Italia, piuttosto estivo nel sahara a mezzogiorno).
Dopo sei metri, credevo di collassare. Lo giuro. Verona è una città invivibile da questo punto di vista. Dev'esserci sopra una cappa di smog di dimensioni esagerate.
Riprendiamo il fiato, e via! Mi porta nella sua scuola a conoscere la sua compagna di stanza, poi in centro a mangiare uno splendido gelato.
Ore 16.20. Dovevamo essere in stazione, a prendere la ragazza, a dieci alle cinque. Così decidiamo di avviarci verso la casa di una sua amica, per farci dare un passaggio.
Ovviamente, non era a casa.
E li, si parte di corsa. Ho investito una bambina, sono inciampata in tutto ciò su cui si poteva inciampare, e mi sono rovesciata mezzo gelato addosso.
A venti metri circa dalla stazione, la mia cara Fre si ricorda dell'esistenza degli autobus, che prendiamo , abusivamente, of course, per non arrivare completamente disfatte. Più sudate di un lottatore di sumo a metà incontro, arriviamo al binario 6 giusto in tempo per acchiappare al volo la povera ragazza. Salutati e sbaciucchiati tutti, ripartiamo per quel di Castelmassa. E, non l'avessi mai fatto, iniziamo a dialogare con la povera Ana. Io, lo spagnolo non lo so. Quindi, la situazione è facilmente prevedibile. Lei e la Fre che parlano, io che annuisco e dico cose strane.
Ci fermiamo a fare la spesa, e mentre la mamma della Fre compra il necessaire per sfamare i tre quarti della popolazione mondiale, io, mezzo in italiano, mezzo in francese, e con pure qualcosa dell'inglese, inizio a tradurre ad Ana i nomi di ogni frutto (fino a quando ci siamo trovate davanti ai fiori di zucca. Li, è stata la disperazione totale.) Successivamente, giunti in quel di Castelmassa, la portiamo a fare un giro in bici sull'argine del Po, dove veniamo attaccate da un esercito di moscerini da combattimento. (Putroppo, Ana non aveva una gran dimestichezza biciclettara, così siamo state costrette ad avanzare ai 2km all'ora per non farla andare sotto a un Coche).
Successivamente, cena a casa della Fre, dove Ana è stata rimpinzata come un porcellino da ingrasso, tediata dal mostriciattolo, ossia il fratellino della Fre, e coinvolta in numerose conversazioni in pseudo-spagnolo. E poi via in bici, a casa, dove sono crollata appena ho appggiato la testa al letto.
Insomma, giornata apparentemente insignificante ma in realtà estremamente divertente (soprattutto pensando che qui, dove vivo, il più bell'hobby che puoi avere, al massimo, credo sia la caccia al piccione!). E adesso, ho deciso. io abbandono la scuola e vado a vivere a Madrid! Olè!

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No, non sono morta, nè mi hanno lasciata a Cuma (purtroppo)
( 07/04/2007; 15:47 )


Rieccomi qui, con Fairy Night di nuovo in nero grazie allo splendido template che mi ha gentilmente fatto SmilingMask. Non è stupendo??

Che dire, devo cercare di mantenere le promesse, così parlerò della gita, che è stata qualcosa di veramente stupendo. Ovviamente arrivo con una settimana di ritardo, ma questa volta sono giustificata!
Nonostante il tempo qui facesse veramente schifo, abbiamo avuto la fortuna di trovare delle giornate a dir poco splendide!

1° giorno: nove ore di pullman, e la splendida Cuma. Un sole quasi estivo, un po' di vento. Insomma, giornata pressochè perfetta. Stupendo l'Antro della Sibilla, veramente suggestiva tutta la zona archeologica, e una vista sul mare che è qualcosa di meraviglioso. Serata in spiaggia (perchè anche l'albergo era sul mare!!!), e notte ovviamente in bianco! E credo di non aver mai riso così tanto, fra le partite a briscola, le rivelazioni pseudo oscene, i flirt non ricambiati e gli scatti d'ira della mitica Lety...

2° giorno: Pompei, purtroppo visitata in fretta a causa di una prof cretina, Baia e Pozzuoli.
Sinceramente, Pompei (*) me l'aspettavo diversa! Certo, non mi ha assolutamente delusa, ci mancherebbe, resta pur sempre qualcosa di unico ed estremamente emozionante, ma sarà perchè non sono riuscita a godermela del tutto, perchè dovevamo andare al ristorante (ma dico, si può??? Io, la mia prof  e altre tre o quattro persone ci siamo impuntate, ma siamo solo riuscite ad ottenere dieci minuti in più per vedere i calchi)... Una mattina è sicuramente troppo poco per visitare tutto...

Pomeriggio prima a Baia (dove, tra architettura romana, vista sul mare, scavi stupendi, la prof cretina già citata è riuscita a lodare una palma...) e, successivamente, con tanto di beccate di zanzara e caviglie semi slogate a causa di simpatiche scale improponibilmente ripide e storte, alla puzzolente Solfatara...che ho amato, nonostante il fetore, dal primo istante in cui vi abbiamo messo i nostri gentili piedoni.

Serata di nuovo a Pozzuoli, dove ci hanno obbligati a camminare sotto scorta per paura di furti (che ovviamente non ci sono stati. Notte ovviamente in bianco, con la nostra prof disperata per la scomparsa di due tipi (ovviamente di sesso opposto), con il timore di tornare, conoscendo i soggetti, in 47 (o 48, magari un bel parto gemellare, insomma).

3° giorno: Capri. Indescrivilmente bella. Giro in barca fino ai Faraglioni, pizza e shopping (con dei prezzi a dir poco inaccessibili: infatti il mio unico acquisto è stato questo). In barca mi sono divertita come non mai, con la mia prof terrorizzata, il mare un tantino troppo mosso e  un panorama mozzafiato. Purtroppo le altre due prof ci hanno impedito la visita a villa Jovis, ed il mare era troppo alto per visitare la grotta azzurra. Ma conto di tornarci, prima o poi.
La serata l'avremmo dovuta passare a Napoli, ma l'autista si è rifiutato di portarci, usando come scusa le troppe ore di viaggio quel giorno (e poi abbiamo scoperto che in realtà andava da amici a festeggiare il suo onomastico, quella faccia di cacca). Così di nuovo in albergo. Nottata indimenticabile, in sei in tre letti a sfottere gli inconsapevoli russanti e a girovagare senza meta per l'albergo.

4° e, ahimè, ultimo giorno: Sperlonga. Questa visita mi ha piacevolmente sorpresa: è un centro molto piccolo, fondato da pescatori, tutto arroccato su una collina. Ovviamente anche qui siamo stati obbligati a mangiare al ristorante (ma abbiamo anche saccheggiato un negozio, che, per fortuna, aveva dei prezzi decenti!). Visita alla grotta di Tiberio, e, sotto le prime gocce di pioggia, partenza verso casa. Viaggio indescrivibilmente lungo, strade troppo trafficate, e tanta tanta stanchezza.

Riassumendo, potrei elencare i fatti più eclatanti, oltre alle altrettanto eclatanti visite qua e là per Campania e Lazio:
-nascita di due coppie (per fortuna scioltesi al ritorno)
-fallimento del progetto di costruzione di una terza coppia (e ripeto, per fortuna)
-incontro con un ascoltatore dei Nightiwish
-scoperta dei segreti più allucinanti di una tipa che secondo me e l'immenso Marci è cannibale
-all'incirca sette tentati omicidi nei miei confronti
-aggressione notturna (con l'ausilio di una piastra per capelli) da parte mia della Lucacca che tentava approcci troppo diretti con la Vy
-tentato rogo della già citata Lucacca (accidenti, fallito anche questo)
-piacevole riscoperta di alcune persone
-apparizione notturna della mia prof in pigiama
-il gatto della polvere

Gita splendida, giorni splendidi, tutto splendido insomma. Si, ci sto mettendo un mese a finire sto post, ma insomma, ho i miei tempi. Domani se ce la faccio ci incastro pure le altre foto.

N.B.: Oggi, 17/4/07, la Chiara ha scoperto che L'Aquila è il capoluogo dell'Abruzzo, la quale regione non si trova sotto il Lazio, ma bensì alla sua destra. perchè io in geografia sono ignorante. Punto.


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« This is fact not fiction, for the first time in years. »
Mi avevano detto che tanti temevano Quelle del
Bosco. Timore di inciampare nel
Loro cerchio, imprigionati così nel Loro mondo. Timore delle Loro vendette. Di
uscire nella Loro notte.Me l'avevano detto. Non ci ho creduto

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Chiara, 17 anni, nata il 31 gennaio. Apprendista filosofa, abile creatrice di caos, tenta il suicidio in una palestra tre volte a settimana e tenta di studiare lingue straniere. Ciononostante, non le sa parlare.

Instabile ma zuccona, apparentemente abbastanza semplice ma complessa come ogni benedetto essere umano, un po' isterica ma munita di una buona dose di meticolosa pazienza, alta ma leggermente ingobbita, sufficientemente intelligente ma rincretinita dalla routine, pacifista convinta ma tendenzialmente incline alla violenza, Chiara/Leanan Sidhe ha un carattere che potresti tranquillamente odiare e che ti potrebbe portare a desiderare di prenderla a calci nel suo abbastanza grazioso deretano.

Leanan Sidhe (Pronuncia Lan Awn Shee) è una fata, musa dei poeti e allo stesso tempo vampiro. Chi viene ispirato da lei ha una vita gloriosa ma breve. Io, insomma...



Lui invece è Rinchio, mio personale bodyguard, nonchè compagno di letto. Le sue ambizioni sono molto simili alle mie, e dettate dall'appartenenza alla specie Ornitorinco.

 

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