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( 31/12/2005; 20:01 )
Ultimo dell'anno in bianco.. La neve sta fioccando, le strade sono già bianchissime... E io inizio a prepararmi per festeggiare... Ma, dopotutto, non è un giorno come gli altri?? in fondo in fondo si, ma la società ha inculcato questo vizio di festeggiamenti sfrenati, cenoni in cui scoppiare dal mangiare, e tante tante altre cose.. Sinceramente, in certi momenti penso: ma perchè non starmene a casa, al calduccio, magari guardandomi un film, a fare gli auguri ai miei famigliari e poi andarmene a letto? Qual'è la risposta? Perchè a Capodanno si festeggia! E così, fuori a festeggiare! Non che la cosa mi dispiaccia, anzi, però... Vabbè, basta lamentarsi.. Iniziamo a criticare come si deve...!^_^ Che dire... il 2005.. anno intenso, dal mio punto di vista personale... Intenso.. Non saprei definirlo in altri modi... Prima la difficile scelta delle superiori, poi una serie di litigi, il distacco, abbastanza traumatico, dalle medie, l'estate, la mia storia con Yuri, l'inizio della scuola, la partenza della Fre per Verona... Una nuova compagnia, nuovi amici, nuova gente.. Un nuovo mondo, forse... Certamente, un anno da ricordare come uno dei migliori della mia breve vita! Tutto questo, parlando solo ed esclusivamente di me.. E per il resto del mondo che anno è stato? Oggi ho letto su un giornalazzo un articolo in proposito, che elencava gli avvenimenti "importanti" del 205.. Senza parole... Mi ritrovo davanti, accostati come AVVENIMENTI IMPORTANTI, tutto ciò: Ripeto: senza parole.. Come si può accostare avvenimenti come lo Tsunami, il Referendum e la guerra in Iraq, con ALBANO E LA LECCISO??? Ma, dico io, siamo tutti matti??? Siamo circondati da spazzatura, tonnellate e tonnellate di spazzatura.. E allora, dico io, ai cari direttori di questi QUINTALI DI CARTA SPRECATA, fatevi dei rimorsi di coscienza... E alla gente: aprite gli occhi... Detto da me può sembrar stupido, ma ormai il nostro è un mondo in cui non si dà più importanza alle cose... Spero davvero che il 2005 porti con se tutto ciò, spero che le menti possano aprirsi, anzi, spalancarsi, spero che la gente, io per prima, impari a PENSARE, a selezionare il giusto e lo sbagliato, a TOLLERARE..Sarebbe bellissimo, e sarebbe l'inizio di un periodo migliore per tutti, ne sono certa.. Forse è solo un sogno, ma perchè non sperarci, in questa giornata che si dice porti bene? Voglio anche ringraziare tutte le perone bellissime che hanno reso quest'anno bello com'è stato, a partire dalla mia FRE, la mia stella più bella... Grazie di tutto, grazie per tutto quello che fai e farai per me, grazie per tutte le emozioni fortissime che mi trasmetti, grazie.. Grazie di esistere... Senza di te non sarei quella che sono, grazie per essere cresciuta con me, grazie per avermi insegnato una quantità indescrivibile di cose, grazie per aver preso sempre il ruolo di Piccola Protetta, grazie.. Ti adoro Fre, davvero, ti adoro tantissimissimo... Sei la sorella che non ho... Grazie a YURI, la mia schifezza, perchè mi sta facendo crescere, perchè è l'unico che ho qui con me tutti i giorni, perchè mi ama e mi accetta per quella che sono, con i miei mille difetti insopportabili... Perchè mi dà una sorta di protezione, perchè mi coccola, e perchè mi aiuta in tutti i miei piccoli problemi.. Non saprei che altro dire su di lui, tranne che mi sono innamorata, davvero.. Ti amo, piccolo... Grazie a tutti i miei amici, a partire dalla VERY, la mia metà del meridione ^_^, poi OPIS, CAROL & CAROL, VERO, TERRY, CLAUDIO, QUIE, VALERIO, e tutti gli altri... Grazie di sopportarmi, di aiutarmi e di calmare la mia pazzia!!!! Grazie a tutte le persone che ho conosciuto quest'anno qui nel web, LAN, VIOLA, LILY, BROKEN ANGEL, e tutte le altre, tantissime, che con le loro parole mi hanno fatto pensare... Mica poco, eh...!!! Dopo questi ringraziamenti zuccherosi e strappalacrime (uè, uè), vado... BUONISSIMO ANNO A TUTTI Chiara TheLeananSidhe; ; commenti (4)? ( 25/12/2005; 22:12 )
Tanti, tanti auguri, anche se ormai è un po' tardi, di Buon Natale a tutti voi...
chiara TheLeananSidhe; ; commenti (2)? ( 12/12/2005; 21:41 )
"Non inizierò con un banale “c’era una volta” questa mia narrazione. Perché non era “una volta”. Ma tutt’ora è. In tutti regna. Sempre. La voglia di avere ciò che non si ha. Il desiderio frantumava le giornate altrimenti perfette della piccola Sara. Essa viveva nella più perfetta delle società, in mezzo ad affetto, amore ed amicizia. Sedici anni, bellissima e sveglia, Sara aveva tutto. Era felice. Così felice da non conoscere la tristezza. Una vita perfetta la sua, tanto che non aveva mai pianto. Ma proprio questo le mancava. Nel suo paese, Sara viveva tranquilla, in un mondo ottimista, dove tutti vedevano “rosa”. Persino la morte era vista in positivo. Dopotutto, era solo l’altra faccia della vita. Nessuno piangeva mai, nessuno era a conoscenza del fatto che esistesse un sentimento contrapposto alla felicità. Fino al giorno in cui Sara decise di salire sul primo treno, ed arrivare al capolinea. Partì un giorno d’autunno, al mattino, con un bel sorriso disegnato sulle labbra. Senza avvisare nessuno, giunse in stazione, e salì sul treno… Si sedette vicino al finestrino, e si incantò ad osservare il pallido sole autunnale che tingeva di sangue le chiome infuocate degli alberi… lentamente, scivolò nel sonno. Al suo risveglio, il treno era già fermo. Sara scese, e si trovo in un incantevole paesino. Cominciò a passeggiare qua e là, senza una meta precisa, ed infine giunse alla periferia, dove qualche casa dominava sola l’immensità della campagna… In lontananza, intravide un alto muro… “Che cos’è?”, si chiese… Senti all’improvviso un sussurro alle sue spalle, e si voltò di scatto. Si trovò di fronte un minuscolo vecchietto. “Il muro, eh? Tutto ciò che ci divide dall’ “altro mondo”. Sara, perplessa, rispose: “Altro mondo?”. “Eh si, ragazza, non penserai che il treno si fermi alla fine del mondo, vero? …” Certo che no, Sara sapeva perfettamente che non era così… Ma non si era mai chiesta che cosa ci fosse, oltre al suo paese, e alla sua vita sfumata d’oro. “E, beh, cosa c’è? Nell’altro mondo, intendo…” chiese ingenua… “Piccola, fidati di me, ma qui si sta benissimo. Sei felice, bella, vivi bene.. Da noi è sempre stato così, per tutti. Di là no. La vita non è così bella… Contrapposta alla felicità c’è una cosa chiamata “tristezza”. Qui non esiste. Là si. Io ci sono stato…Tanto tempo fa, la curiosità ha preso il sopravvento… E così…” Sara, incuriosita, rifletté…Chissà com’era questa tristezza? Chissà quali nuove, strane sensazioni ti dava? Per quanto ci pensasse, non trovava una risposta… “Ma, io, potrei andarci..? di là, intendo, solo per un attimo…?” Il vecchietto sospirò: “Se tu vuoi, io ti posso aiutare…Ma ripeto, non è bello. Però è una tua scelta… Sara accettò. L’uomo la condusse fino ad una delle casette disperse tra i campi, e le diede una cordicella, sottile e leggera, poi le disse: “Va dal muro… Troverai molti chiodi, piantati, che ti aiuteranno a scavalcare…” Sara corse dal muro. Voleva la tristezza. Più di ogni altra cosa. Giunse al muro, e lì si accorse che la corda, forse, era troppo corta. Ma, proprio mentre lo pensava, la corda, magicamente, si allungò sempre di più, fino a prendere la forma di una scaletta a pioli. Sara l’agganciò ai chiodi, che, come il vecchietto le aveva detto erano lì, s portata di mano, quasi ad invitarti… E poi passò il muro. Una strana sensazione la invase da capo a piedi… Iniziò a vagare, in un mare di cemento, fumo grigio e nebbia. Sentì in lontananza strane grida: erano pianti, ma questo lei non lo sapeva. Si sentiva male. Non capiva più dov’era, chi era… Cos’era… Continuò a vagare per quella che a lei sembrò un’eternità. Un gelo sempre più profondo si stava impossessando di lei. Tutto era un vortice di vento nero…fino a che non sentì una voce, a pochi passi da lei: “Ciao bambina… chi sei?” “Io..davvero, io non lo so.” “Allora vieni da là… O forse sbaglio?” Sara pensò un attimo… perché era lì.. per quale assurdo motivo… “Si, e là vorrei tornare… Ma non riesco, vi giuro, non capisco più niente…” “Lo so- Rispose la donna- è così che a voi succede…Ma non c’è problema.. Faccio proprio al caso tuo… Dammi la tua felicità. E di là potrai tornare.” Per quanto confusa, Sara rifletté su quelle parole. Ricordava bene quella sensazione, che aveva sempre considerato scontata, quel senso di appagamento e gioia incondizionata… Mai l’avrebbe ceduto a qualcun altro.. Piuttosto avrebbe cercato di salvarsi da sola. “Andatevene… No, mai..” “Beh, se è così, addio…” E si allontanò… Sara, disperata, senti uno strano bruciore agli occhi, e si accorse che una gocciolina d’acqua le stava scorrendo sul viso… Lacrime amare da ingoiare, lacrime sconosciute fino a poco prima… Ma, d’improvviso, qualcuno le prese una mano, e la trascinò via. Sara si rese conto dopo un po’ di chi fosse. Era il vecchietto. Solo una volta sorpassato il muro, la ragazza riprese lentamente conoscenza. “Che cosa ti avevo detto…? Non tornare mai più di là, bambina, perché quello non è il tuo mondo. Là sei come un pesce fuor d’acqua. Non puoi sopravvivere.” Sara era già di nuovo felice, senza un preciso motivo, e prese con estrema leggerezza le parole dell’uomo. “Certo!” disse, soprappensiero. E, senza quasi salutare, si avviò alla stazione. Passarono i giorni, ed un desiderio feroce le corrodeva l’animo. Non era più quella di prima. Non aveva mai voluto qualcosa, aveva sempre avuto tutto. Ma ora no, lei voleva ancora provare quella cosa strana che il vecchio aveva chiamato tristezza. Non ricordava perfettamente come si era sentita in quegli istanti, ma li voleva ripercorrere, una volta ancora. Fu così che, presa dal desideri, risalì su quel treno. Rimase tutto il viaggio sveglia, in trepida attesa. Gli attimi parevano frammenti di infinito, il tempo apparentemente non passava. Ma alla fine, il treno si fermò. Scese di corsa, e, sempre correndo, giunse al muro. Vi era ancora la scaletta, e così scavalcarlo le risultò facilissimo. Appena mise piede dall’altra parte, la strana sensazione si impossessò di lei, insieme ad un senso di disorientamento. Ma lei voleva la tristezza, con tutta sé stessa la desiderava. Si sentì svenire. Incominciò a vagare, senza fiato, gli occhi spalancati per cercare di capire.. Una successione di pensieri la invasero.. Il vecchio che si raccomandava di non ritornare, la donna che voleva la felicità, il treno nella campagna infuocata… Che errore aveva fatto… Quale immenso errore. Ed ora nessuno la poteva aiutare. Ma si sbagliava. Rivide quella strana donna. “Vuoi tornare di là, bambina… lo so!” Sara non trovava parole… “Dammi la felicità. E tornerai a casa.” Presa dall’angoscia, Sara accettò. Che senso aveva stare lì, ne sarebbe morta. Meglio tornarsene a casa, triste, ma viva. Si ritrovò a cavalcioni del muro, e con un elegante balzo scese. L’immensità della campagna nella luce del tramonto le percorse con un brivido tutto il corpo. Era a casa. Ma non era più casa sua. Ora il mondo era cupo. Corse disperata fino alla casupola del vecchietto, e per fortuna lo trovò. “Ho fatto una sciocchezza”, disse… E iniziò a raccontare… man mano che parlava, i suoi occhi si riempivano di lacrime. “Bambina.. Ma cos’hai fatto… Ora mi sento in colpa.. Proverò a rimediare al danno.. Aspettami qui..” E con una velocità stupefacente per la sua età, corse vero il muro. Ma il tempo passò in fretta, troppo in fretta, mentre un pianto ininterrotto scuoteva il corpicino fragile di Sara. Soffriva atrocemente, come se mille spine le si stessero piantando lentamente nella carne. Cercò di pensare a cose belle, ma non vi riuscì. Senza felicità non poteva sopravvivere per un istante ancora. Non ci fu più niente da fare. Le lacrime la scolorirono sempre di più, fino a portarla con sé, nel mondo dove i sogni non sono altro che fili ancora da tessere. E non ci fu più niente da fare..." Questo è un racconto scritto da me in ambito scolastico.. Mi pare carino, però, quindi lo posto anche qui... un bacio a tutti...
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fairy night
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« This is fact not fiction, for the first time in years. »Mi avevano detto che tanti temevano Quelle del Bosco. Timore di inciampare nel Loro cerchio, imprigionati così nel Loro mondo. Timore delle Loro vendette. Di uscire nella Loro notte.Me l'avevano detto. Non ci ho creduto Instabile ma zuccona, apparentemente abbastanza semplice ma complessa come ogni benedetto essere umano, un po' isterica ma munita di una buona dose di meticolosa pazienza, alta ma leggermente ingobbita, sufficientemente intelligente ma rincretinita dalla routine, pacifista convinta ma tendenzialmente incline alla violenza, Chiara/Leanan Sidhe ha un carattere che potresti tranquillamente odiare e che ti potrebbe portare a desiderare di prenderla a calci nel suo abbastanza grazioso deretano. Leanan Sidhe (Pronuncia Lan Awn Shee) è una fata, musa dei poeti e allo
stesso tempo vampiro. Chi viene ispirato da lei ha una vita gloriosa ma breve.
Io, insomma...
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